Il Palazzo della Ragione, da secoli cuore pulsante di Padova!

Palazzo della Ragione Padova - Cosa vedere a Padova in un giorno
Il Palazzo della Ragione

Il Palazzo della Ragione di Padova, antica sede dei tribunali cittadini, da 800 anni il cuore di una città da sempre vocata al commercio.


Il Palazzo della Ragione di Padova è senz’altro una delle icone maggiormente rappresentative della città e uno spazio nel post su cosa visitare a Padova è d’obbligo.

Dal 2021 il Palazzo della Ragione rientra inoltre in Padova Urbs Picta, l’insieme di affreschi del Trecento inseriti nella lista del patrimonio dell’umanità Unesco. Inizialmente il grande Salone fu infatti affrescato da Giotto ma poi…poi ve ne parlo.

Se altri monumenti vengono citati in detti popolari come quello che “Padova è la città dei 3 senza il Palazzo della Ragione non è da meno se non altro perché passeggiando per il centro storico è impossibile non vederlo stagliarsi, con la sua imponente stazza, tra le piazze.

Palazzo della Ragione: storia dell’edificio più rappresentativo di Padova

Il Palazzo della Ragione di Padova fu costruito a partire dal 1218 e, la sua architettura caratteristica risalta agli occhi sia per la sue dimensioni e stazza imponente, sia per la sua copertura a forma di carena di nave rovesciata.

In questo edificio, nella sua storia e nella sua attualità c’è tutta Padova. C’è la vocazione di Padova per il commercio, c’è la “specialità artistica”, qui al piano superiore, nel grande Salone dove un tempo avevano sede i tribunali amministrativi, troverete uno straordinario ciclo di affreschi, (l’originale era di Giotto) in cui sono evidenziati i cicli astrologici, c’è la sapienza di dotti, studiosi e filosofi che già prima dell’avvento della scienza moderna guardavano studiavano le stelle e le influenze di queste sulla vita delle persone come Pietro d’Abano, e c’è la vita di tutti i giorni dei padovani che qui tra le piazze limitrofe e sotto al Palazzo stesso vengono a fare la spesa o scambiare due chiacchiere con davanti un bicchiere di vino o uno spritz.

Dopo una visita a Padova Johann Wolfgang Goethe definì il “Salone” una sala talmente grande da rendere difficile riuscirla ad immaginare anche dopo averla vista. L’esploratore padovano Giovanni Belzoni dopo aver scoperto segreti di piramidi e templi egizi quando portò in dono alla sua città due statue egizie, oggi ai Musei Civici Eremitani, penso di farle installare proprio presso uno degli ingressi del Palazzo della Ragione.

Visita il Palazzo della Ragione a Padova, un monumento vitale assolutamente da vedere e frequentare

Per chi passa per Padova, per un turista interessato a scoprire la città in modo più o meno approfondito o anche solo per chi si trovasse a fare un giretto per il centro storico “Visita il Palazzo della Ragione a Padova!” suona come un caloroso invito e così è infatti.

Fu costruito a partire dal 1218 ed è quindi una testimonianza della Padova medievale a tutti gli effetti, sopraelevato nel 1306 da Giovanni degli Eremitani, con la caratteristica copertura a forma di carena di nave rovesciata.

Al pian terreno, sotto al Salone pensile affrescato, c’è mercato Sotto il Salone e c’è da oltre 800 anni. Come ogni mercato che si rispetti, da secoli, è luogo di incontro, di scambio commerciale, di chiacchere, ecco perché continua ancora oggi ad essere il luogo più padovano di tutti. Qui si viene per fare la spesa ma anche per incontrare gli amici e a bersi un calice di vino con uno “spuncione”, sorta di piccole tartine di pane con ingredienti tenuti assieme da uno stuzzicadenti, lo “spuncio” per l’appunto, un po’ le nostre tapas.
Lungo le due gallerie coperte, intersecate da una terza che unisce le due piazze, trovano infatti spazio le numerose botteghe. Sono moltissimi e di pregevole qualità i prodotti alimentari, e non mancano bar, enoteche, servizi di ristorazione e street food. Parliamo dunque di un sistema che rappresenta il primo vero centro commerciale della città in attività da oltre 800 anni.

Le botteghe e le bancarelle che vediamo tutt’oggi ricordano la vocazione commerciale della zona. I tribunali del Salone giudicavano le controversie commerciali, punivano insolventi e debitori, qui Sant’Antonio intervenne per ammorbidire pene medievali, letteralmente, come la tortura del volto della corda e altri segni della storia della Palazzo della Ragione ve li racconterò nei prossimi paragrafi.

Palazzo della Ragione: architettura medievale dalle suggestioni un po’ “esotiche”…

Ad osservarlo, può sembrare controintuitivo considerare il Palazzo della Ragione architettura medievale. Non a caso, l’esploratore inglese Richard Burton (1821-1890), scopritore dei laghi equatoriali africani, nominato in età avanzata console inglese a Trieste, venne a Padova per visitare i luoghi del “collega” Giovanni Belzoni di cui aveva sentito parlare bene dagli indigeni del Benin dove Belzoni morì. Visto il Palazzo della Ragione  gli sembrò quasi “fuori posto” perché nato da un’idea architettonica derivante da un palazzo indù!

Per descriverlo nelle sue parti, secondo me, è opportuno scomporlo in più parti: il Salone, la copertura ed il piano terreno. Il grande Salone pensile al primo piano, per secoli uno dei più grandi del mondo, impreziosito dal suo straordinario ciclo di affreschi a tema astrologico (un rovinoso incendio incendiò l’originale ciclo di affreschi di Giotto), nella sua altrettanto grande copertura a forma di carena di nave rovesciata e nella zona del mercato coperto, al pian terreno, chiamato per l’appunto Mercato Sotto il Salone, dove trovano spazio moltissime botteghe ed attività alimentari.

L’imponenza fisica dell’edificio rispecchia l’importanza del luogo ed il valore che questo ha avuto nel corso della storia di Padova.

Nel Duecento a Padova, come altrove in Italia, stava emergendo l’istituzione dei Comuni a testimonianza della rinascita dai secoli bui dell’alto medioevo, quello segnato dalle devastanti invasioni barbariche. Ebbene il Comune di Padova decise di realizzare il Palazzo della Ragione come sede dei tribunali cittadini. Se il Palazzo della Ragione è del 1218, la fondazione dell’Università di Padova è del 1222 e in quegli stessi anni il Comune realizzava anche le torri comunali, oggi rimane solo la Torre degli Anziani. Dello stesso periodo anche la tomba di Antenore, realizzata dopo l’intuizione dell’umanista Lovato de Lovati: l’obiettivo era quello di confermare e di dare una storia nobile alla città. Tutti segnali evidenti di una ritrovata forza e fiducia nel futuro per Padova!

Tornando ad occuparci del Palazzo della Ragione di Padova, parliamo di un edificio di una stazza enorme a tal punto che potrebbe sembrare un’astronave atterrata nel cuore della città, tanto eccezionali le dimensioni e fuori scala la struttura rispetto agli altri edifici e palazzi. Lungo 82 metri ed alto 27 metri separa Piazza delle Erbe da Piazza della Frutta assieme alle quali rappresenta il principale luogo di mercato a Padova. Infatti, oltre alle bancarelle che quotidianamente animano le mattinate nelle due piazze, il mercato non è interrotto dal Palazzo ma continua al pian terreno del Palazzo stesso.

Guardando il Palazzo della Ragione da una delle due piazze e ancora meglio dall’interno del Salone, risulta evidente la forma della copertura a carena di nave rovesciata. Pare che l’ispirazione per la grande copertura a carena di nave rovesciata questa soluzione architettonica sia derivata da un modello di un grandioso teatro indiano portato a Padova da Fra’ Giovanni Eremitano.

Il Palazzo della Ragione Padova è detto dai padovani anche “Salone” per via dell’immensa sala del primo piano del palazzo, tutt’oggi una delle più grandi sale pensili del mondo, nato come sede di tribunali ed uffici finanziari, ruolo che ebbe durante l’epoca comunale ma anche durante la Signoria dei Carraresi e la Dominazione veneziana fino al 1797. Il Palazzo della Ragione rientra infatti nel complesso degli edifici comunali tra cui la Sala e la Torre degli Anziani e Palazzo Moroni sede del municipio a cui è collegato. In origine era collegato anche al Palazzo delle Debite, antico carcere pretorile dove finivano i debitori insolventi, da una sorte di “ponte dei sospiri” alla padovana poi distrutto assieme al palazzo e riedificato nell’800 da Camillo Boito.

Si accede al Salone del primo piano da quattro scale (scala del vino e scala dei ferri lavorati su piazza delle Erbe e scala degli uccelli “osei” in dialetto,  e scala della frutta su piazza della Frutta, nomi assegnati in base alla categoria merceologica in vendita nel medioevo) anche se in realtà aperta al pubblico è la scala del vino da piazza delle Erbe dove il visitatore può trovare la biglietteria.

Sul Palazzo della Ragione c’è davvero molto da dire sugli affreschi, la storia del palazzo e del sistema di funzionamento dei tribunali, sugli affreschi e sui mercati delle piazze, ma non preoccupatevi che all’interno troverete dei supporti multimediali davvero esaustivi e che vi accompagneranno alla visita del palazzo.

Palazzo della Ragione a Padova: affreschi di grande valore e significato

Entrati nel Palazzo della Ragione a Padova affreschi a tema astrologico avvolgono il visitatore. In origine il Salone era decorato dagli affreschi di Giotto ma, purtroppo l’incendio del 1420 ha privato Padova probabilmente di un altro capolavoro mondiale dell’arte pittorica. Gli affreschi che possiamo ammirare oggi sono comunque molto belli ed interessanti, opera di Giovanni Miretto e Stefano da Ferrara. Per l’origine e l’ispirazione giottesca, sebbene si tratti di affreschi posteriori al Trecento, sono comunque inseriti in Padova Urbs Picta, il patrimonio riconosciuto mondiale dall’Unesco.

Completato tra il 1425 ed il 1440, il ciclo pittorico degli affreschi è interamente a tema astrologico e richiama gli studi di un padovano illustre dell’epoca, quel Pietro d’Abano, filosofo, medico, astrologo, precursore della scienza moderna, seguace di Averroè. Gli affreschi sono circa 500 suddivisi in 12 comparti, ognuno per ogni mese dell’anno, con riferimenti al segno astrologico, l’influsso degli astri e dei cieli sulle attività umane, una ricchissima iconografia che riunisce simbologia astrologica e religiosa di cui non riesco a parlarvi in questa sede. E’ possibile vedere anche un medaglione di Giovanni Battista Belzoni, l'”Indiana Jones” di Padova e notare due “sfingi” trovate nel corso delle sue esplorazioni in Egitto.

Il Cavallo di legno

In fondo alla Sala salta subito all’occhio l’enorme cavallo di legno, attribuito erroneamente a Donatello per via della somiglianza alla statua equestre del Gattamelata presso la Basilica di Sant’Antonio.

In realtà questo cavallo, alto ben 5,75 m, fu oggetto di una sorta di “prestito a lungo termine” che dura dal 1837 che la nobile famiglia dei Capodilista, proprietario, fece al Comune.
La nobile famiglia dei Capodilista decise di realizzare il cavallo di legno nel 1466 per una festa grandiosa ispirata alla mitologia. Il cavallo, in quell’occasione fu trainato da 12 buoi con le corna dorate da Piazza dei Signori a Piazza Capitaniato e portava in sella una statua del Dio Giove. Alla sfilata parteciparono anche 17 carri delle principali famiglie padovane, andati perduti.

Per secoli il cavallo rimase a Palazzo Capodilista (il palazzo con la torre di via Umberto I) e fu utilizzato altre volte come cavallo di Troia per una rappresentazione dell’assedio della mitica città, a memoria delle origini mitiche di Padova, attribuite all’eroe troiano Antenore. La messa in scena avveniva in Prato della Valle e dalla schiena del cavallo uscivano gli attori vestiti da soldati greci.

Il pendolo di Foucalt

In un angolo del Salone noterete un pendolo di Foucalt nel suo moto perpetuo, inserito recentemente, che testimonia il legame di Padova con la scienza. In questa sede avvengono infatti le premiazione del Premio Galileo, concorso letterario per la divulgazione scientifica.

Il Palazzo della Ragione e la vocazione di Padova per il commercio

Come vi ho spiegato il Palazzo della Ragione e le piazze rappresentano il cuore e l’anima di Padova e quello che i padovani chiamano mercato Sotto il Salone è uno dei primi centri commerciali naturale del mondo, attivo da oltre 800 anni, e tutt’oggi come nel corso dei secoli, luogo di incontro tra cittadini e di commercio. Se il Salone era adibito per l’appunto a tribunale per le controversie di tipo commerciale e finanziario alcune curiosità sono ancora presenti per ricordarci la storia.

Il mercato delle “piazze” ed le botteghe del Sotto il Salone Padova meritano di essere visitate. Girare tra i bellissimi banchi di frutta e verdura, guardare o fare acquisti nelle storiche botteghe alimentari dove ogni ben di Dio vi strizzerà l’occhio, entrare per un bicchiere di vino in qualche enoteca o sedersi ai tavolini all’aperto dei bar è un’esperienza irrinunciabile. E’ in questi mercati e in queste botteghe che arriva il meglio della produzione alimentare del territorio e non solo!
E’ qui infatti che si può ancora cogliere l’anima autentica di Padova e respirare patavinitas a pieni polmoni.

mercato Sotto il Salone Padova
il nuovo logo del Mercato Sotto il Salone realizzato dall’agenzia Superfly Lab

Di grande interesse nella visita a Palazzo della Ragione è anche la pietra del vituperio.

Che cos’è la pietra del vituperio?

una grossa pietra collocata a nord-est della salone, un blocco di porfido nero su una base quadrata a tre gradini, detta “pietra del vituperio“.

Grazie alle prediche e alla sua insistenza Frate Antonio (si, prima di diventare Sant’Antonio dopo la morte era Frate Antonio) riuscì nel 1231 far modificare lo Statuto, il codice che regolava anche le sanzioni a carico degli insolventi. Il “Santo” , infatti, si schierò a difesa dei debitori che in precedenza subivano condanne ben peggiori, estreme e in antitesi con qualsiasi sentimento di pietas e umanità del Cristianesimo. Tra queste pene medievali c’era ad esempio il trattamento al Volto della Corda (leggi più avanti) o, ancora peggio, la condanna a carcere a vita nelle segrete del Palazzo delle Debite, il carcere collegato al Palazzo della Ragion tramite una sorta di ponte dei sospiri.

Sant’Antonio riuscì ad ottenere per i condannati una pena decisamente più lieve. Il debitore, dopo il suo intervento, veniva infatti costretto a spogliarsi e a rimanere praticamente in mutande e camicia (da qui pare nasca il detto “restare in braghe di tela”) e alla presenza di almeno 100 persone doveva sedersi tre volte recitando la formula “Cedo bonis”, rinuncio ai beni, prima di lasciare definitivamente la città. In caso di ritorno non autorizzato, la pubblica umiliazione si ripeteva con l’aggiunta di 3 secchiate d’acqua.

Anche la toponomastica di Padova ci racconta molto della storia del Palazzo della Ragione

Il “volto della corda“, il passaggio che collega Piazza delle Erbe a Piazza della Frutta, è così chiamato perché qui avveniva la cosiddetta “tortura della corda”. Passeggiando qui sotto si potevano infatti vedere sul soffitto del vòlto degli anelli di ferro conficcati sul soffitto. Gli addetti comunali issavano sulla sommità del volto con una corda i debitori insolventi, i truffatori, i commerciante falliti dopo averli legati come dei salami. Una volta issati in alto li lasciavano cadere rovinosamente a terra da un’altezza di quattro o cinque metri.

Usciti dal “volto della corda” in Piazza della Frutta, ci si trova al “Canton dele busie” in italiano “angolo delle bugie”. Veniva chiamato così perché qui avvenivano gli incontri tra mercanti, noti per non raccontare sempre la verità nelle loro trattative. Qui si vendevano e si scambiavano partite di merce e, evidentemente, i commercianti non avevano fama di essere persone sempre rette ed oneste.

Infatti, proprio qui, al “Canton dele busie”, vicino all’omonimo e storico Bar dei Osei, sulla parete del Palazzo, noterete un particolare che tutte le guide turistiche mostrano e cioè le unità di misura scolpite su pietra bianca. Qui i mercanti potevano utilizzare queste unità di misura nello scambio/compravendita delle merci per sincerarsi della propria correttezza. Allo stesso tempo, i controllori potevano verificare che non ci fossero imbrogli. Se andate a vedere potrete notare le incisioni di queste unità di misura. Noterete il “copo”, tegola per misurare la farina, lo “staro” per misurare le granaglie, il “quarelo” per misurare la dimensione del mattone,  il “brazzo” ed il “brazzolaro” o braccio per misurare le stoffe.

Informazioni turistiche Palazzo della Ragione Padova

Palazzo della Ragione, ingresso dalla “Scala delle Erbe”, piazza delle Erbe

ingresso disabili da via VIII febbraio tel. +39 049 8205006

orario: da martedì a domenica 1 febbraio/31 ottobre 09:00-19.00; 1 novembre/31 gennaio 09:00-18:00

In caso di mostre le tariffe possono subire variazioni ingresso consentito fino a mezz’ora prima della chiusura chiusura: tutti i lunedì non festivi, Natale, S. Stefano, Capodanno, I Maggio.

Per informazioni aggiornate visitate la pagina web dedicata al Palazzo della Ragione su Padova Cultura, il sito dell’assessorato alla cultura del Comune.

Alberto Botton

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