Basilica di Sant'Antonio di Padova

La Basilica di Sant’Antonio di Padova, scrigno di tesori artistici e spirituali

Padova è conosciuta anche come Città del Santo perché probabilmente è facile identificare la nostra città con “il Santo” (Padova è anche la città dei 3 senza tra cui “il Santo senza nome” poiché per riferirsi a Sant’Antonio dire il Santo è sufficiente), uno dei santi più venerati di tutta la cristianità e con la Basilica di Sant’Antonio che ne custodisce tomba e reliquie, che fa di Padova un’importante destinazione di turismo religioso attraendo oltre 6 milioni di pellegrini ogni anno.

Processione di Sant'Antonio PadovaSe Padova può infatti vantare un po’ di cosmopolitismo lo deve alla dimensione internazionale di artisti quali Giotto e Mantegna, alla sua Università, tra le più antiche d’Europa, e alla Basilica del Santo davanti alla quali “ritrovo tuti i popoi” (come dice la canzone di Umberto Marcato “Ma quando torno a Padova…”) per cui nel visitare Padova anche questo è un luogo da non perdere!

La Basilica del Santo è dunque uno dei monumenti e musei più importanti e rappresentativi di Padova oltre ad uno dei più importanti luoghi di culto cattolici non solo della città ma della Cristianità intera, divenendo in occasione dei Patti Lateranensi Basilica Pontificia e quindi amministrata dalla Santa Sede pur appartenendo territorialmente allo Stato Italiano.

Storia e arte della Basilica di Sant’Antonio

La Basilica di Sant’Antonio di Padova fu costruita tra il 1232 ed il 1310 laddove secondo una tradizione tardo medievale sorgeva in età romana un tempio a Giunone. Nel Medioevo sorgeva la piccola chiesa di Santa Maria Mater Domini, a fianco della quale nel 1229 fu fondato un convento dei francescani, forse proprio da Sant’Antonio che vi soggiornò tra il 1229 ed il maggio 1231. Quando Frate Antonio morì all’Arcella il 13 giugno 1231 la sua salma fece ritorno a Padova in questo convento e composta in questa chiesa. Fu in seguito alla registrazione di vari miracoli sulla sua tomba e il gran numero di pellegrini in arrivo dalle vicinanza prima e poi anche Oltralpe che le varie componenti della città, non solo religiose, ma anche il Comune e l’Università richiesero la beatificazione di Antonio che fu fatto Santo in tempi brevissimi, il 30 maggio 1232 dell’anno successivo alla sua morte, nella Cattedrale di Spoleto nominato da Papa Gregorio IX. Fu così che si decise di realizzare la Basilica partendo dalla Chiesetta che non fu distrutta ma inglobata come cappella della Madonna Mora, basilica che fu completata nel 1310 con alcune modifiche e lavori anche nei secoli successivi.

Il Santo, come chiamata comunemente la Basilica dai padovani, è assai grande ed è il risultato del’incontro di vari stili architettonici: facciata romanica con archi rampanti in stile gotico con le cupole in stile bizantino, con i due campanili gemelli che sembrano quasi minareti. All’interno è uno scrigno che contiene dei vari tesori di arte sacra, scultore, dipinti oltre ad ovviamente la tomba (sulla quale è puntata una web cam) nella Cappella della Tomba e la Cappella delle reliquie  alle quali vengono affidate le preghiere dei fedeli che si affidano a lui per cercare conforto, sostegno ed aiuto per superare le avversità che la vita ci mette di fronte.

Internet è già pieno di informazioni per cui mi limito a segnalarvi la pagina su wikipedia dedicata alla Basilica dove potrete trovare tutti i dettagli sulle opere artistiche ed i tesori contenuti nelle varie cappelle. Direi comunque che assolutamente da vedere sono l’Arca del Santo con la tomba e gli ex-voto di milioni di pellegrini transitati davanti, la Cappella delle reliquie tra cui la famosa “lingua del Santo”, la Cappella della Madonna Mora, quel che rimane dell’antica chiesa che ospitò la salma di Antonio quando morì e a partire dalla quale fu realizzata la Basilica e la Cappella del beato Luca Belludi, che ospita la salma del compagno di preghiera di Sant’Antonio. In questa cappella notevoli sono gli affreschi di Giusto de’ Menabuoi (autore dei meravigliosi affreschi del Battistero del Duomo), di formazione giottesca tra cui la famosa veduta della Padova Trecentesca con Sant’Antonio che appare a Luca Belludi in preghiera preannunciandogli la liberazione di Padova.

A tutelare la Basilica di Sant’Antonio e tutti i tesori spirituali, storici, artistici che racchiude c’è la Veneranda Arca del Santo, antica istituzione nata nel 1396 la cui presidenza conta 7 membri in carica per 5 anni di cui 5 nominati dal Comune in aggiunta al rettore della Basilica e ad un rappresentante della Santa Sede.

All’esterno la statua equestre del Gattamelata, opera di Donatello in omaggio al condottiero Erasmo da Rotterdam, molto belli sono i chiostri del convento francescano all’interno del quale si trovano i Musei Antoniani. Di notevole interesse artistico sono la Scoletta del Santo e l’Oratorio di San Giorgio che si affacciano sul sagrato della Basilica.

Link utili:

Sito ufficiale: http://www.basilicadelsanto.it/

Sito della comunità antoniana: http://www.santantonio.org/

La Pontificia Basilica di Sant’Antonio su facebook: https://www.facebook.com/Basilicasantantonio/

Sito della rivista “Il Messaggero di Sant’Antonio”: http://www.messaggerosantantonio.it/

Sito della Veneranda Arca del Santo: http://www.arcadelsanto.org/

Alberto Botton

http://about.me/abotton

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